09 novembre 2014

SCIOPERO GENERALE E SOCIALE IL 14 NOVEMBRE


14 novembre Sciopero generale e sociale

 

. Noi dell' Usi, insieme ai Cobas, alla Cub, all’Adl Cobas, allo Slai Cobas per il sindacato di classe, al Sisa scuola, all’USI Ricerca e ad altri sindacati di base lo abbiamo proclamato ma sta a tutti/e noi renderlo concreto.

 

Il 14 novembre sciopereremo e pur comprendendo difficoltà e costi … invitiamo tutti/e ad aderirvi …. nelle tante forme che si stanno autorganizzando nelle varie città ad opera dei laboratori sociali per lo sciopero, dei sindacati alternativi e degli studenti per tutte le 24 ore. Sarà uno sciopero del lavoro dipendente e del lavoro precario, di quello autonomo e della formazione, sarà uno sciopero metropolitano, meticcio, digitale e dei/dai generi.

Il 14 novembre noi sciopereremo e invitiamo tutti/e a scioperare…. perchè stare fermi ora vuol dire perdere (o quasi) la possibilità di lottare domani. La riforma della "malascuola" e del mercato del lavoro del governo Renzi – ddl Poletti e Jobs Act – renderà la scuola peggiore e il lavoro sempre più ricattabile, servile, povero. Contro tutto questo dobbiamo alzare la testa, prendere parola, resistere.

 

(Vedere anche l’evento su fb da noi costruito o i vari materiali predisposti dallo strike meeting)

 


 


 


 

       

Oggetto: proclamazione stato di agitazione nazionale (23 settembre), comunicazione di INDIZIONE DI SCIOPERO GENERALE dell’INTERA GIORNATA PER IL 14 NOVEMBRE 2014, da parte dell’Unione Sindacale Italiana USI, a conferma di TELEGRAMMA N° 260563724141 del 23/9/2014, proclamato da Confederazione Cobas, Adl Cobas, Confederazione USI. … CUB, USI RICERCA ed altri ….

 

La Confederazione sindacale Unione Sindacale Italiana in sigla USI,  con la presente e per quanto indicato nell’oggetto proclama lo stato di agitazione nazionale e contestualmente, PROCLAMA SCIOPERO GENERALE per l’INTERA GIORNATA PER IL GIORNO 14 NOVEMBRE 2014, per tutto il personale impiegato nelle Amministrazioni pubbliche e le aziende pubbliche e private, Società, Aziende, Cooperative, Consorzi   a tempo indeterminato, determinato, con contratti atipici e precari. La presente comunicazione è a conferma di quella di data odierna, con TELEGRAMMA N° 260563724141 del 23/9/2014, proclamato da Confederazione Cobas, Adl Cobas, Confederazione USI. Lo sciopero generale del 14 novembre 2014, è all’interno del percorso di “sciopero sociale” proposto da diverse situazioni sociali e si svilupperà con manifestazioni locali sul territorio nazionale.

 Motivazioni dello stato di agitazione e dello sciopero: contro le politiche economiche e sociali del Governo Renzi e dell’Unione europea, contro il “Jobs Act” e le altre misure penalizzanti per lavoratori-trici, contro l’abolizione dell’articolo 18 della L. 300/70, per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario e di ritmi, contro il “piano Renzi” per la scuola, per le assunzioni del precariato (docente e Ata) e le stabilizzazioni nelle P.Amm.ni e nel settore privato, contro il blocco dei contratti nel P.I., per massicci investimenti nell’istruzione, nella sanità, nei trasporti e nei servizi al pubblico, per la difesa dei “Beni Comuni”, contro le privatizzazioni, per internalizzazioni e la RI-PUBBLICIZZAZIONE dei servizi, contro le “grandi opere” dannose e la distruzione del territorio, contro il “Fiscal Compact”, contro il pareggio in bilancio inserito nella Costituzione, per consistenti aumenti  di salari e pensioni, per il reddito garantito, il salario minimo intercategoriale (1300 euro netti), la rivalutazione di salari e pensioni, per la piena applicazione della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, per il diritto all’abitare, contro precarietà e lavoro “gratuito”, contro effetti penalizzanti dell’accordo del 10 gennaio 2014 sulla rappresentanza, per le piene libertà e agibilità sindacali e il diritto di sciopero, contro la guerra, contro spese militari e il riarmo, per i diritti di sociali e di cittadinanza.

 

Si rispetteranno i servizi minimi ed essenziali, sono escluse le zone interessate il 14/11 da consultazioni elettorali e quelle colpite da calamità naturali.  X info email a usiait1@virgilio.it

 

USI - UNIONE SINDACALE ITALIANA fondata nel 1912

Confederazione di sindacati nazionali autogestiti e di federazioni intercategoriali

 LARGO VERATTI 25 00146 Roma Fax 06/77201444 Tel. 06/70451981 e mail usiait1@virgilio.it

Milano Via Ricciarelli 37 tel 02 54107087 fax 02 54107095

 Udine Via Val d'Aupa 2 33100 usiudine@gmail.com

GENOVA Via Dottesio 9 - 16100   email: usigenova@live.it

FOGGIA Via della Repubblica 38 – 71121 – tel/fax 0881/204837 Email: usilucera@tiscali.it

CALTANISSETTA – Via Re d’Italia 10 – 93100  Email: usicaltanissetta@virgilio.it

TORINO – Via Cavour 13 Alpignano (TO) 10091 Email: torinousi@libero.it

BOLOGNA: email bologna.usiait@teletu.it RIMINI email usirimini@libero.it

 

dalla FARMACAP - facciamo chiarezza


Comunicato sindacale-(per  affissione ex art. 25 L.300/700)

PER LAVORATORI E LAVORATRICI DI FARMACAP E PER LA CITTADINANZA

Sciopero confermato, LA LOTTA PROSEGUE

 

Facciamo chiarezza!

Abbiamo letto il comunicato delle altre Organizzazioni sindacali dopo l’incontro del 3 novembre e vogliamo fare chiarezza su l’ambiguità contenuta nella formula “azienda pubblica”. Nelle intenzioni, finora non realizzate, di alcune forze politiche significa trasformare la Farmacap in Società per azioni (Spa), seppure con una proprietà pubblica al 100%. Per l’Usi invece,  significa difendere l’Azienda speciale. D’altra parte, finora, questa posizione è stata condivisa anche dalle altre organizzazioni sindacali e non abbiamo motivo di ritenere che abbiano cambiato posizione o almeno lo speriamo. Nel caso contrario, ci troveremmo in netto disaccordo e riterremo inspiegabile un tale cambiamento d’opinione, soprattutto in un momento in cui altre forze politiche sostengono l’Azienda speciale.

Facciamo chiarezza: la trasformazione in Spa, in tutti i casi significa passare da un “ente di diritto pubblico” ad un  “ente di diritto privato”, quindi tutta una serie di operazioni sulla “pelle” dei lavoratori possono essere fatte con maggiore facilità (cessioni di ramo d’azienda, tagli occupazionali, ecc…); in secondo luogo perché se non si trovano risorse economiche per l’azienda speciale si possono trovare per la S.p.a. pubblica? Inoltre una volta trasformata in S.p.a. l’Ente locale può decidere tranquillamente, ne avrebbe facoltà, di modificare l azionariato entro due anni (quindi anche nei primi 6 mesi), facendo entrare soggetti privati,  secondo quanto previsto dal Testo unico sugli Enti locali.

Quindi essendo che ci giungono notizie “poco confortanti” dall’incontro del 3 novembre, riteniamo che si debba  continuare il percorso di mobilitazione, a partire dallo sciopero nazionale del 14 novembre che ci vedrà impegnati a manifestare insieme ai lavoratori del Comune di Roma e delle altre aziende comunali  per impedire che vengano privatizzate le aziende, decurtati i salari e “licenziati” i lavoratori, per poi continuare con tutte le iniziative, anche sotto il profilo giuridico-amministrativo, necessarie.

 

FARMACAP BENE COMUNE!

 

14 novembre dalle 9.30 al Campidoglio

IN PIAZZA, IN LOTTA, ASSEMBLEA POPOLARE E CONFERENZA/INCONTRO 

 

                                            

USI FARMACAP e Rsa – Rls interna e mail per contatti usiait1@virgilio.it


Sito nazionale ufficiale www.usiait.it


 

Roma, 5nov2014

 

sui LICENZIATI della MULTISERVIZI - resoconto della riunione di commissione


RESOCONTO RIUNIONE COMMISSIONE CONSILIARE PERMANENTE ROMA CAPITALE “CONTROLLO, GARANZIA E TRASPARENZA” DEL 28 OTTOBRE 2014, PRESSO GRUPPI CONSILIARI VIA DELLE VERGINI 18, CON PRESENZA ASSESSORI ESTELLA MARINO (Pol. Ambientali) DANIELE OZZIMO (Lavoro), sui 48 LICENZIATI-E ROMA MULTISERVIZI Spa.

A cura di USI Unione Sindacale Italiana  e mail usiait1@virgilio.it


 

Si è svolta il 28 ottobre 2014 dalle 13, presso i gruppi consiliari di Via delle Vergini 18 di Roma Capitale, la riunione della Commissione Consiliare Permanente Controllo, Garanzia e Trasparenza, sulla situazione in costante aggiornamento, dei 48 operai e operarie licenziati-e dal 10 settembre 2014, della Roma Multiservizi Spa (addetti-e alla manutenzione delle aree verdi edifici uso scolastico). La riunione avrebbe dovuto essere una CCP congiunta anche con la Commissione Ambiente, però alla fine è stata mantenuta in forma semplificata. Importante comunque la presenza e gli interventi degli Assessori della Giunta Marino Estella Marino (Politiche Ambientali, Agroalimentari e Rifiuti, competente anche per indirizzi su AMA Spa, che detiene ancora il 51% del pacchetto societario della Roma Multiservizi) e di Daniele Ozzimo (con delega al Lavoro), del Presidente della Commissione Quarzo e tra gli altri, dei consiglieri Alessandro Onorato (Lista Marchini) e Marcello De Vito (capogruppo consiliare del Movimento 5 Stelle). Presente anche uno dei responsabili  dell’AMA. La sala era piena di operai e operaie licenziati-e, che anche in questa occasione hanno voluto dimostrare la loro attiva presenza per spingere verso una soluzione di loro REINTEGRAZIONE e di ricollocazione a condizioni dignitose, migliore delle proposte finora uscite dai tavoli “sindacali” tra Multiservizi e Cgil Cisl Uil, proposte lavorative respinte dagli operai (già licenziati dopo un lungo percorso della legge 223 del 91 su licenziamenti collettivi), che hanno anche in questa occasione di Commissione, fatto notare anche in modo vivace e “colorito”, di non sentirsi in alcun modo “rappresentati” da quei sindacati, fidandosi di più di un percorso autorganizzato e dal basso, che ha avuto nelle sue fasi di sostegno alle lotte e alle varie iniziative di protesta, l’Unione Sindacale Italiana (presente anche il 28 alla riunione con un esponente, che è intervenuto per precisazioni e per intervento di tutela delle legittime richieste di licenziati-e).

Dopo una breve introduzione del Presidente, è intervenuta l’Assessora Estella Marino, che ha fatto un riassunto della situazione e del percorso fin qui fatto, sia in sede politica che in sede tecnica, ricordando i vari passaggi di tutta la vicenda e confermando il suo impegno per trovare una soluzione lavorativa a chi ha subito il licenziamento, anche se ha rimandato la vicenda al tavolo di convocazione sindacale (ndr, previsto per il giorno dopo 29 ottobre tra Roma Multiservizi, AMA Spa e i sindacati CGIL CISL UIL e poi rinviato) per “aggiustare” la proposta di utilizzo in Roma Multiservizi, con contratto part time di 30 ore per 11 mesi, alla luce delle verifiche e dei dati forniti dalle aziende.

Vi è stata una vivace protesta dei lavoratori e lavoratrici presenti, che hanno ribadito la loro estraneità al tavolo sindacale di cui venivano messi a conoscenza in quel momento (anche quelli iscritti ai sindacati…) e che non vedeva anche la presenza della “loro” rappresentanza, chiedendo che oltre ai sindacati firmatari del CCNL, ci fosse anche l’Usi, al quale avevano dato il mandato di assisterli e rappresentarli, ricordando che anche nel 2010, in condizioni similari con la Giunta Alemanno, aveva partecipato e firmato l’accordo (29 settembre) anche il sindacato autorganizzato assieme a Cgil Cisl Uil, l’allora Presidente di AMA, l’allora Amministratore Delegato di ROMA Multiservizi, l’allora Assessore all’Ambiente in rappresentanza del sindaco Alemanno, verbale che aveva poi portato alla collocazione all’AMA di 80 persone provenienti dal settore del verde di Roma Multiservizi e alla ricollocazione in azienda di altri e che quindi, come poi ha spiegato anche sotto il profilo tecnico giuridico l’esponente dell’USI, la sottoscrizione di un accordo di livello aziendale e come precedente di un percorso “virtuoso” per la soluzione che era stata in quel caso utilizzata, legittimava la richiesta dei lavoratori e lavoratrici di usare lo stesso strumento e avere voce in capitolo, almeno per le questioni relative alle proposte di riutilizzo e di ricollocazione dei 48 licenziati-e. Copia del verbale del 29 settembre 2010, è stato fornito e consegnato assieme ad altri documenti, alla Presidenza della CCP. Nello stesso intervento, da portavoce di lavoratori e lavoratrici fatto dall’Usi, sulla base del loro mandato a rappresentarli, si sono spiegati i motivi del rifiuto delle precedenti proposte di collocazione (15 ore, poi 24 ore, poi 25…poi 26 ore…) da parte dei diretti interessati-e, ad eccezione di 3 (sui 51 originariamente previsti) che hanno avuto livello abbassato (da operai specializzati a operai comuni) e salario insufficiente per vivere in una città come Roma se si ha famiglia a carico, il fatto che parecchi dei licenziati hanno dato mandato ad avvocati per fare le cause di lavoro di impugnazione dei licenziamenti (illegittimi…), la necessità che il Comune di Roma Capitale, invocasse per evitare l’alea e il rischio di ricorsi e cause con impatto negativo per il Comune (capitale d’Italia), il “potere di autotutela”, dando precise indicazioni alle società coinvolte da riportare anche in un accordo sindacale, se ci si arriva a condizioni dignitose.

Il rappresentante dell’Usi ha anche spiegato che non era una questione di tavoli e convocazioni, perché qui non si trattava di mettere “bandierine” e di rappresentatività sindacale, ma di svolgere la funzione di rappresentanza di interessi di lavoratori e lavoratrici, con l’obiettivo di reintegrare e comunque avviare una ricollocazione dei licenziati anche secondo quanto approvato il 6-7 agosto 2014, da mozione dell’Assemblea Capitolina per l’utilizzo dei meccanismi della Legge 147 del 2013, che non erano stati rispettati e sui quali vi era stato un contenzioso tra esponenti della Giunta e consiglieri, sulla sua applicazione, con la richiesta di un parere dell’Avvocatura capitolina. L’Usi, consigliava per evitare ulteriori proteste degli operai, di sentire tutte le parti interessate, anche sui tavoli di convocazione aziendale, magari con incontri separati tra i firmatari del CCNL di categoria (che per bocca dei 48 interessati, non li rappresentavano…) e la rappresentanza degli interessi dei licenziati, che poteva essere anche tecnicamente svolta dal sindacato autorganizzato, ma senza fossilizzarsi su questo aspetto, perché l’importante era la reintegrazione e la ricollocazione a condizioni dignitose di lavoratori e lavoratrici (dal 10 settembre senza salario…).     

Negli interventi del capogruppo del M5S De Vito, è stato spiegato il senso della risposta dell’Avvocatura, che NON HA NEGATO L’APPLICABILITA’ DEL MECCANISMO DELLA LEGGE 147/2013,  ma che invece è entrata nel merito di scelte di natura politica, di esclusiva competenza dell’ASSEMBLEA CAPITOLINA, sull’utilizzo di una MOZIONE DI INDIRIZZO A SINDACO E ASSESSORI COMPETENTI DELLA GIUNTA, rispetto a Deliberazioni dell’organo consiliare. Anche il capogruppo del M5S, come poi fatto anche da altri consiglieri come Alessandro Onorato, si sono resi disponibili a tutte le misure per risolvere il caso specifico e avviare un monitoraggio tra le varie aziende comunali su esuberi o necessità di personale, anche per dare risposta e precedente positivo per altri casi che si stanno verificando a Roma, oltre a ritenere poco comprensibile, il fatto che al di là della legittima e non contestata rappresentatività dei sindacati CGIL CISL UIL, come già avvenuto in precedenza, non si convocassero anche per sentire la loro proposta e il loro contributo, le “rappresentanze dei 48 lavoratori e lavoratrici licenziati-e“, in questo caso tecnicamente sostenute per la tutela die loro interessi dall’Usi, proprio per dare un carattere complessivo a tutto il percorso nei suoi vari aspetti. I Consiglieri comunali chiedevano agli Assessori di rappresentare alla Roma Multiservizi e all’AMA, le loro preoccupazioni e di verificare anche in merito alla possibilità di partecipazione ai tavoli sindacali della “rappresentanza dei lavoratori licenziati”. Interviene l’Assessore con delega al Lavoro Daniele Ozzimo, che raccoglie i vari suggerimenti e rilievi fatti, afferma che darà indicazione formale per l’inserimento della CLAUSOLA SOCIALE E DI SALVAGUARDIA, in tutti i prossimi bandi di gara, a prescindere se vi siano le indicazioni nei CCNL applicabili, proprio perché la città di Roma, in vista di futuri investimenti, non può correre il rischio di avere continue perdite di posti di lavoro o di carenze di misure di protezione nel sistema degli appalti e affidamenti in città, che mettano a repentaglio posti di lavoro, occupazione e con un impatto negativo a livello sociale. Situazione che sarà con le opportune misure, codificata in atti ufficiali dell’Amministrazione Capitolina, proprio per mettere a regime in modo coerente, trasparente e virtuoso tutto il sistema degli appalti, sia di opere pubbliche che di servizi, con le tutele per chi ci lavora. Poiché il caso specifico richiede un intervento urgente per non trascinare troppo la situazione, che vede 48 persone e le loro famiglie senza risposta adeguata, afferma che la proposta finora avanzata dalla Roma Multiservizi (l’ultima di 30 ore part time per 11 mesi), possa essere ulteriormente migliorata e integrata, prendendosi l’impegno di sentire come soggetto committente e come “proprietario” per il pacchetto societario AMA, di concerto con l’Assessora Estella Marino, per una soluzione più equilibrata, anche in relazione alle sollecitazioni di lavoratori e lavoratrici e dei consiglieri, su una partecipazione più ampia ed effettiva, per quanto riguarda le rappresentanze dei 48 licenziati, estesa oltre a CGIL CISL UIL, proprio per lo spirito e la necessità di avere una soluzione condivisa e senza ulteriori aggravi in sede giudiziaria, con ricorsi e cause.

Alle ore 15, la riunione è terminata con il riassunto dei punti prioritari da affrontare, operata dal Presidente della Commissione, sull’applicabilità della legge 147/2013 anche in questo caso specifico, sulla necessità di migliorare la proposta da sottoporre ai 48 licenziati di riutilizzo in Multiservizi rispetto a quelle finora avanzate nei tavoli sindacali e in quelli tecnici, di verificare la partecipazione estesa e più ampia delle rappresentanze dei lavoratori e lavoratrici, agli incontri dei prossimi giorni, sentendo Roma Multiservizi e Ama.

Commento: la riunione è stata comunque interessante, specie per la presenza e le indicazioni dell’Assessore Ozzimo, anche in merito alle questioni più generali in materia di appalti, bandi di gara e affidamenti di servizi; per il fatto che sono stati illustrati in modo più approfondito alcuni aspetti di questa lunga e intricata vicenda (partita male con il mancato inserimento nel bando, nel disciplinare di gara e negli atti conseguenti di Roma Capitale, della clausola di salvaguardia occupazionale e della continuità lavorativa e di rispetto livelli salariali dignitosi per chi ci lavora, permettendo il risultato attuale del licenziamento di 48 persone); per aver almeno messo sul tappeto che, in situazioni come queste, non è più sufficiente basarsi sul fatto che si è firmatari di un CCNL, per avere la corrispondenza tra la “rappresentanza sindacale” e la ”rappresentanza degli interessi” di lavoratori e lavoratrici, per la soluzione migliore, più opportuna e razionale, nel senso dell’efficacia e della partecipazione condivisa agli accordi che si dovessero sottoscrivere (perché poi sarebbero sempre i lavoratori e le lavoratrici a dare consenso od opposizione all’accordo sindacale, visto che i licenziamenti sono effettivi…e le cause pure).

Ora, noi all’Usi non ci aspettiamo, come hanno richiesto a gran voce anche il 28 ottobre 2014, lavoratori e lavoratrici licenziati e anche consiglieri e capogruppo consiliari, la convocazione da parte delle aziende coinvolte in questa storia e la cosa nemmeno ci preoccupa più di tanto, ribadendo la NECESSITA’ DI UN TAVOLO TECNICO ALLARGATO, che riprenda la situazione  e dia indicazione “politico-amministrativa-di indirizzo”, da riportare poi anche sui tavoli di confronto sindacale, non viceversa perché se fosse stato sufficiente il normale sistema di relazioni sindacali industriali, non ci si troverebbe per i 48 in questione (e per tutti gli altri a rischio…) a questo punto, segno che quel modello di concertazione-confronto-collaborazione tra sindacati perché firmatari del CCNL e aziende, non va bene e non produce risultati idonei allo scopo. Vedremo se i segnali lanciati il 23 dalla Rete Municipalizzate Roma e Il 28 ottobre in CCP, avranno un seguito coerente e adeguato per la soluzione “decente” di questa vicenda.

Di sicuro i licenziati-e non mollano, non ancora e noi saremo al loro fianco.                      

                                  

06 ottobre 2014

INDIZIONE DI SCIOPERO GENERALE dell’INTERA GIORNATA PER IL 14 NOVEMBRE 2014

USI - UNIONE SINDACALE ITALIANA fondata nel 1912
Confederazione di sindacati nazionali autogestiti e di federazioni intercategoriali
 LARGO VERATTI 25 00146 Roma Fax 06/77201444 Tel. 06/70451981 e mail usiait1@virgilio.it
Milano Via Ricciarelli 37 tel 02 54107087 fax 02 54107095
 Udine Via Val d'Aupa 2 33100 usiudine@gmail.com

Roma, 23 Settembre 2014

Alla Commissione di Garanzia per l’applicazione della L. 146/90 e s.m.i. 06 94539680
Al Ministero del Lavoro e del Welfare fax 06/46834278  Uff. Gabinetto 06 4821207/48161441
Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Uff. Coordinamento fax 06 67796623-3543
Alla Pres. del Cons. dei Ministri - Dipartimento F.P. fax 06/68997064 – 7205
Al M.I.U.R. – Servizio Relazioni sindacali fax 06 58492716 
Alla Associazioni datoriali interessate e società/aziende/enti/coop sociali, per  Amm.ni e Aziende Pubbliche/Servizi Rel. Sindacali e Uffici Personale/R. Umane – loro sedi fax
       
Oggetto: proclamazione stato di agitazione nazionale, comunicazione di INDIZIONE DI SCIOPERO GENERALE dell’INTERA GIORNATA PER IL 14 NOVEMBRE 2014, da parte dell’Unione Sindacale Italiana USI, a conferma di TELEGRAMMA N° 260563724141 del 23/9/2014, proclamato da Confederazione Cobas, Adl Cobas, Confederazione USI.

La Confederazione sindacale Unione Sindacale Italiana in sigla USI,  con la presente e per quanto indicato nell’oggetto proclama lo stato di agitazione nazionale e contestualmente, PROCLAMA SCIOPERO GENERALE per l’INTERA GIORNATA PER IL GIORNO 14 NOVEMBRE 2014, per tutto il personale impiegato nelle Amministrazioni pubbliche e le aziende pubbliche e private, Società, Aziende, Cooperative, Consorzi   a tempo indeterminato, determinato, con contratti atipici e precari. La presente comunicazione è a conferma di quella di data odierna, con TELEGRAMMA N° 260563724141 del 23/9/2014, proclamato da Confederazione Cobas, Adl Cobas, Confederazione USI. Lo sciopero generale del 14 novembre 2014, è all’interno del percorso di “sciopero sociale” proposto da diverse situazioni sociali e si svilupperà con manifestazioni locali sul territorio nazionale.

PROCLAMAZIONE (in data 14 settembre) SCIOPERO NAZIONALE INTERA GIORNATA NEL COMPARTO SCUOLA e per SERVIZI ESTERNALIZZATI PER IL 10 OTTOBRE 2014.

U.S.I.  - Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912 – fedele ai principi dell’Ait
Confederazione di sindacati autogestiti e di federazioni intercategoriali

PROCLAMAZIONE (in data 14 settembre) SCIOPERO NAZIONALE INTERA GIORNATA NEL COMPARTO SCUOLA e per SERVIZI ESTERNALIZZATI PER IL 10 OTTOBRE 2014. Astensione collettiva dal lavoro rivolta a tutto il personale a tempo indeterminato, determinato e atipico/precario, impiegato nel comparto Scuola e nei servizi ESTERNALIZZATI di Istituti Scolastici Statali, di Enti Locali o Amm.ni Regionali di assistenza a studenti disabili e assistenza infanzia, mense scolastiche, trasporto scolastico, pulizie, manutenzione,  attività amministrative e ausiliarie svolte in appalto o affidamento.   

Come chiedono in tanti l'unica risposta alla fumosa proposta della “buona scuola” di RENZI è la lotta! L’USI ha infatti dato copertura allo sciopero della scuola per il 10 ottobre, con l’adesione anche del SISA SCUOLA, sulla base delle proposte uscite dalle assemblee cittadine, dai coordinamenti dei precari, da varie realtà anche studentesche, dall’area il sindacato è un’altra cosa, da tutta la galassia COBAS, dall’esito della tre giorni dello strike meeting, dalla consultazione su fb ….

19 settembre 2014

Sciopero Nazionale comparto scuola e servizi esternalizzati - 10 ottobre 2014

U.S.I.  - Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912 – fedele ai principi dell’Ait
Confederazione di sindacati autogestiti e di federazioni intercategoriali
 SINDACATO NAZIONALE USI  SCUOLA e  Università
Largo Veratti 25, 00146 Roma Fax 06/77201444 e mail usiait1@virgilio.it


PROCLAMAZIONE (14 settembre) SCIOPERO NAZIONALE INTERA GIORNATA NEL COMPARTO SCUOLA e per SERVIZI ESTERNALIZZATI PER IL 10 OTTOBRE 2014. Astensione collettiva dal lavoro rivolta a tutto il personale a tempo indeterminato, determinato e atipico/precario, impiegato nel comparto Scuola e nei servizi ESTERNALIZZATI di Istituti Scolastici Statali, di Enti Locali o Amm.ni Regionali di assistenza a studenti disabili e assistenza infanzia, mense scolastiche, trasporto scolastico, pulizie, manutenzione,  attività amministrative e ausiliarie svolte in appalto o affidamento.   

Come chiedono in tanti l'unica risposta alla fumosa proposta della “buona scuola” di RENZI è la lotta! L’USI ha infatti dato copertura allo sciopero della scuola per il 10 ottobre, con l’adesione anche del SISA SCUOLA, sulla base delle proposte uscite dalle assemblee cittadine, dai coordinamenti dei precari, da varie realtà anche studentesche, dall’area il sindacato è un’altra cosa, da tutta la galassia COBAS, dall’esito della tre giorni dello strike meeting, dalla consultazione su fb ….
         Per la costruzione unitaria dello sciopero sono previste Manifestazioni locali - a Roma presidio pomeridiano il 25 settembre al Miur ... la costruzione di laboratori territoriali sociali ...assemblee unitarie nelle scuole l’1 e il 2 ottobre (materiali e modelli ci possono essere richieste alla nostra email) . . lo sciopero del 10 ottobre si costruirà unitariamente con manifestazioni e cortei locali con gli studenti in circa 90 città ... E poi la lotta proseguirà con l’ulteriore tappa di sciopero generale sociale a novembre....

La nostra piattaforma di lotta: per sviluppo, valorizzazione e rilancio dell’istruzione pubblica, per finanziamento adeguato e contrasto a tagli di risorse per scuola pubblica; per eliminazione investimenti con risorse pubbliche a favore di scuole paritarie private, in applicazione del dettato Costituzionale (inserite in L.F., e/o bilanci Regionali e di EE.LL.), per potenziamento scuole infanzia e primarie pubbliche; per adeguati miglioramenti salariali (almeno duecento euro), per il ripristino di meccanismi di adeguamento automatico salariale connesso agli aumenti dei prezzi e al “costo della vita” e non legati al merito, per godimento diritto alle ferie al personale a tempo determinato o loro pagamento, per contrasto a disparità di trattamento su ferie e altri istituti connessi all’applicazione delle leggi e disposizioni sul rapporto a tempo determinato (D. lgs. 368/2001 e s.m.i.) al personale della scuola; per ottenere la stabilizzazione del precariato utilizzato nelle scuole e nei servizi esternalizzati o in appalto, per  l’assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari su tutti i posti vacanti e disponibili in organico di diritto e di fatto, a partire da quelli delle graduatorie ad esaurimento che hanno i tre anni di incarico come si prevede da prossima sentenza della Corte di Giustizia Europea, per blocco concorsi nei casi di mancato esaurimento graduatorie; per il ripristino degli scatti di anzianità, per il ripristino del V anno per tutti gli indirizzi, contro l’aumento dell’orario e dei carichi di lavoro, per il ritiro dei provvedimenti e dei tagli previsti della c.d. “riforma GELMINI”, della cancellazione anche degli effetti delle riforme MORATTI, PROFUMO e delle riforme ed effetti negativi del progetto la “buona scuola” RENZI-GIANNINI senza un vero confronto con la categoria e le O.S. di base,  l’eliminazione dei tagli  negli organici, anche nelle classi e per le ore negli istituti tecnici e professionali (in ottemperanza alle sentenze emesse dai tar anche nel 2013 e dal consiglio di stato nel luglio 2011); per il ritiro sistema INVALSI, per la riduzione del numero degli alunni per classe, per il  ripristino totale del sostegno a studenti - studentesse diversamente abili e richiesta di ritiro di direttive e circolari sui B.E.S., anche sugli organici di fatto; per il diritto di assemblea e piene agibilità sindacali di cui al titolo III della Legge 300/70, a favore di tutte le organizzazioni di lavoratori/lavoratrici legalmente costituite, per piena applicazione e rispetto della normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, anche nel Comparto Scuola e nei servizi esternalizzati, per l’internalizzazione di servizi gestiti da soggetti terzi.

Segreteria nazionale USI Scuola e Università (in via di trasformazione in USI S.U.R.F.,
Scuola Università Ricerca e Formazione, come approvato nel congresso confederale Usi del luglio 2014,
che lancia anche una campagna nazionale di tesseramento ad un sindacato veramente autorganizzato e indipendente)
pagina fb: USI SCUOLA & UNIVERSITA’ – SITO NAZIONALE www.usiait.it
blog: www.unionesindacaleitaliana.blogspot.com
giornale: www.lottadiclasse.net
archivio storico: www.usistoriaememoria.blogspot.com

12 settembre 2014

4 SETTEMBRE 2014 TARANTO: UN ALTRO MORTO SUL LAVORO DI UN OPERAIO DI SOCIETA’ IN APPALTO ALL’ILVA

COMITATO 5 APRILE di ROMA – NODO LOCALE DELLA
RETE NAZIONALE SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO E SUI TERRITORI


Sede operativa c/o USICONS Onlus Largo Giuseppe Veratti 25 00146 Roma
E mail circolotlc@hotmail.com, usicons.roma@gmail.com, usiait1@virgilio.it
E mail nazionale della Rete bastamortesullavoro@gmail.com



COMUNICATO RADIO STAMPA – Roma, 16/9/2014
4 SETTEMBRE 2014 TARANTO: UN ALTRO MORTO SUL LAVORO DI UN 
OPERAIO DI SOCIETA’ IN APPALTO ALL’ILVA (Angelo Iodice, 54 anni)...
IL 16 SETTEMBRE, FISSATA LA SECONDA UDIENZA DEL PROCESSO 
SULL’ILVA DI TARANTO, RINVIATI A GIUDIZIO VERTICI AZIENDALI.
16 SETTEMBRE, PRESIDIO A ROMA DALLE 9 ALLE 11 presso il Ministero 
dell’Ambiente (incrocio tra via Cristoforo Colombo e via Capitan Bavastro) 

CHIEDIAMO GIUSTIZIA E VERITA’ PER UNA CITTA’, PER OPERAI E OPERAIE
DELL’ILVA E DI TUTTO L’INDOTTO, PER LE LORO FAMIGLIE
LA SALUTE NON E’ UNA MERCE, LA SICUREZZA NON E’ UN OPTIONAL, 
A TARANTO VA GARANTITA FINALMENTE LA SALUTE E LA SICUREZZA DI 
CHI LAVORA, VA BONIFICATA L’AREA E IL TERRITORIO INQUINATO, VANNO 
INDIVIDUATI I REALI RESPONSABILI E CHI LI HA PROTETTI “POLITICAMENTE”